Fukushima e il polline di Pino bianco

Il polline di pino che normalmente infastidisce quando sporca i vetri delle auto e delle finestre con polvere giallastra, dovrebbe essere completamente rivalutato. Oltre ad essere un Super cibo in quanto contiene moltissime proteine, vitamine, amminoacidi e sali minerali essenziali per un corretto svolgimento del metabolismo umano, può anche essere utilizzato per contrastare gli effetti negativi delle radiazioni nucleari. Un’altro prezioso dono della natura che non viene capito dall’uomo moderno.

polline di pino analisi 4Dopo la recente catastrofe di Fukushima, i problemi derivanti dalla contaminazione non sono stati risolti. A Fukushima dal giorno dell’incidente si continua ininterrottamente a disperdere nel sottosuolo acqua di raffreddamento contaminata. I fondali marini sono ormai contaminati e con essi la fauna e la flora. Mentre l’organizzazione nazionale del turismo del Giappone diffonde la notizia che l’aria di Tokio è meno radioattiva dell’aria di New york e che il turismo è sicuro, passano inosservate le tonnellate di acqua radioattiva che si riversano nel sottosuolo costantemente. Cittadini e organizzazioni indipendenti stanno misurando i livelli di radioattività nella baia di Tokyo e si registrano livelli di contaminazione molto superiori ai livelli “sicuri” già precedentemente ritoccati dalle autorità giapponesi che, incredibilmente negli ultimi tempi, cercano di fermare i cittadini giapponesi dal fare le proprie misurazioni…

Mentre gli ingegneri non sanno come contenere il fenomeno, chissà se le autorità governative saranno in grado di dire a pesci, molluschi, e a miliardi di altri esseri microscopici di “contenersi” in quell’area…

Il Cesio 137 proveniente da Fukushima è già entrato nella catena alimentare e non sarà facile risolvere questo disastro visto che cesio radioattivo è già presente sulle coste Americane. Dal Canada a Los Angeles, si riscontra la presenza di Cesio 137, Iodio 131 ed altre sostanze radioattive non naturali. Nonostante gran parte della stampa mondiale non sembra dare la dovuta importanza a ciò che sta accadendo è fondamentale informarsi e prepararsi ad una contaminazione da Cesio radioattivo diffusa su tutto il pianeta.

Probabilmente per evitare il panico, aumenteranno le dosi “sicure” di radiazioni che possono essere tollerate dal corpo umano senza arrecare danni, come del resto è già successo in Giappone;

“Nelle aree riaperte da qualche mese quali Kawauchi Mura, Odaka e Naara; in queste aree il governo ha stabilito che i residenti possano rientrare durante il giorno ma non passarvi la notte; queste aree vanno dai 2,5 ai 5 microsievert all’ora, cioè dai 21 ai 42 millisievert all’anno (il limite giapponese ora è 20 millisievert/anno, mentre lo standard internazionale è 1- a terra, e da 0,3 a 1,5 – in aria.)” (fonte “il fatto quotidiano“)

Ma da quando i giapponesi sono geneticamente 20 volte più resistenti alle radiazioni rispetto agli altri abitanti del pianeta? E cosa sta succedendo in Europa?

Niente paura, per il momento sembra che il limite di radiazioni “sicuro” per i carichi delle navi provenienti dal Giappone che entrano in Europa sia già stato incrementato.  Sembra infatti che il livello di radiazioni che nel 1996 era considerato pericoloso, oggi non lo sia più.

Miracolo della religione chiamata economia! Da un giorno all’altro, tutti gli Europei sono diventati più tolleranti alle radiazioni nucleari!

 I benefici protettivi del polline di pinoPer capire come proteggersi dall’incoscienza umana è necessario sapere in che maniera le radiazioni nucleari danneggiano il corpo umano e in che maniera questi effetti si possono contrastare.

In questo video Artur Haines parla del polline di Pino Strobo detto anche Pino Bianco. Illustra le sue straordinarie proprietà nutritive e protettive contro le particelle radioattive e mostra un semplice ed efficace metodo di raccolta del polline.

Quando all’interno del nucleo di un atomo le forze non sono perfettamente bilanciate (ossia il nucleo è instabile) esso tende spontaneamente a raggiungere uno stato stabile attraverso l’emissione di particelle. Questa emissione provoca il decadimento dell’atomo in un altro tipo di atomo che a sua volta può essere stabile o radioattivo. Questa trasformazione, viene chiamata trasmutazione. Ad esempio, alla fine della sua trasmutazione, l’uranio radioattivo si sarà trasformato in piombo. Il Cesio 137 invece, attraverso l’emissione di raggi beta e gamma decade in Bario 137 che a sua volta rapidamente trasmuta in una forma stabile di Bario. Normalmente i nuclei degli atomi del nostro corpo sono stabili. L’intromissione nell’organismo di un nucleo instabile innesta una reazione a catena che porta alla trasmutazione degli atomi interessati e quindi ad un’alterazione delle molecole che essi compongono. Inoltre si formano radicali liberi che continueranno a diffondere la reazione a catena nell’organismo. Si stima che almeno i 2/3 di tutti i danni causati da radiazione sono dovuti ai radicali liberi che possono viaggiare attraverso le cellule e causare danni a grandi distanze dalla loro zona di origine. Le radiazioni sono normalmente presenti in natura a livelli tollerabili. I raggi cosmici che colpiscono il potassio presente sulla terra creano un isostopo del potassio, (potassio 40) che da solo è responsabile di quasi tutta la radioattività naturale che è presente nel corpo umano. Oltre ai raggi cosmici ci sono altre fonti di radiazioni naturali come ad esempio il gas Radon. L’effetto dannoso delle radiazioni sul materiale biologico è dovuto alla rottura dei legami chimici delle molecole e alla trasmutazione di alcumi nuclei in altri elementi. Ciò provoca l’alterazione o l’arresto dei processi metabolici che regolano la vita.

radiazioni non è mio problema 2Il polline di pino contiene antiossidanti non enzimatici che, nel corpo umano, fermano la reazione a catena che inizia quando un radicale libero prende elettroni da una molecola rendendola instabile. Questi antiossidanti non enzimatici che includono molti dei polifenoli che si ottengono dalle piante, come ad esempio il Resveratrolo, sono capaci di stabilizzare queste molecole donandogli elettroni senza diventare loro stessi radicali liberi. Il polline di pino inoltre, incrementa il livello dei nostri antiossidanti enzimatici includendo alcuni dei nostri antiossidanti endogeni, ossia prodotti dal nostro corpo, come ad esempio il Superoxide Dismutase, un antiossidante endogeno che offre benefeci protettivi contro le particelle radioattive, disattivandole. Quindi vediamo che il polline di pino oltre a rinforzare il nostro sistema immunitario grazie a quello che offre in termini di nutrizione, ci aiuta ad avere entrambi i tipi di antiossidanti, quelli che interrompono la reazione a catena e quelli che disattivano o distruggono il radicale libero ancora prima che inizi la reazione a catena. Non esistono molti tipi di piante o di cibi che sono capaci di incrementare i livelli di entrambi i tipi di antiossidanti nel nostro corpo.

Esiste un altro meccanismo con il quale il polline di pino ci protegge dalle particelle radioattive di cesio 137 rilasciate da fukushima. Alcuni metalli pesanti hanno la capacità di rimpiazzare alcuni minerali nel nostro corpo che sono di importanza cruciale nei legami enzimatici. Quando ciò avviene insorgono problemi di salute. Nel corpo umano, Il Cesio rimpiazza il Potassio,  quindi in tutti i posti in cui c’è deficienza di Potassio il Cesio si combina interrompendo importanti attività cellulari. Per questo è importante, seguire una dieta ricca in Potassio, assicurandoci che quei legami enzimatici siano saturati dal Potassio, privando il Cesio di posti su cui legarsi e utilizzando poi le nostre strategie di disintossicazione per rimuovere il Cesio dal nostro organismo. Varie prove hanno dimostrato che il più abbondante minerale nel polline di pino è proprio il Potassio.

nuclear munchDopo la catastrofe di Fukushima, le informazioni diffuse su internet riguardo il monitoraggio dei livelli di radiazioni in Giappone e sul resto del pianeta, sono molto confuse e discordanti.

Una cosa è certa, non è possibile al momento stimare la quantità di acqua contaminata che fuoriesce dai reattori di Fukushima che, per essere raffreddati sono stati sommersi dall’acqua di mare che è diventata radioattiva e che impedisce adesso qualsiasi tipo di lavoro sulle barre di combustibile ancora presenti. Una volta terminati i nuovi depositi che dovranno contenere l’acqua radioattiva si potrà procedere a verificare la situazione nelle zone oggi sommerse.

I lavori di ultimazione dei nuovi depositi sono previsti nel 2015

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Piante che curano l’orto

È scientificamente provato che le piante comunicano tra di loro attraverso le radici. L’emissione di determinate sostanze attraverso gli essudati radicali di alcune piante, può metterne in allerta altre, che a loro volta mettono in moto meccanismi di difesa contro i parassiti o le malattie. A differenza dei preparati chimici sintetizzati in laboratorio, che normalmente contengono molecole specifiche contro un tipo di problema, gli estratti vegetali posseggono un innumerevole quantitativo di molecole differenti che agiscono in sinergia nelle più svariate forme. Un estratto di una pianta come l’ortica ad esempio, può essere insetticida, repellente, tonificante e stimolante in base al metodo che si usa per ricavare l’estratto, in base alla stagione in cui si usa, al tipo di pianta o al problema riscontrato.

Non tutti i batteri sono nocivi per le piante, anzi si può dire che la maggior parte di essi contribuisce al corretto sviluppo della pianta. Una pianta in salute è capace di difendersi dagli attacchi dei sui nemici grazie ad un sistema di difesa che si è evoluto già milioni di anni prima della comparsa dell’uomo e che è in continua evoluzione. Basta passeggiare in un bosco per vedere che senza l’intervento umano l’ecositema bosco è in perfetta salute. Funghi, piante batteri, insetti e animali sono in equilibrio tra loro e non c’è pericolo che un predatore diventi abbastanza numeroso per compromettere l’intero sistema, a meno che l’uomo non ci metta lo zampino… Infatti è proprio nei campi monocoltivati che il disequilibrio provocato dal modo di coltivare, obbliga l’agricoltore ad usare pesticidi, fungicidi, erbicidi e chissà quali altri veleni. Un campo monocoltivato viene a mancare della collaborazione tra le differenti specie di piante. Le piante mono-coltivate indebolite dalla non presenza di piante consociabili, se non trattate con agenti chimici, sono soggette ad attacchi che possono arrivare a distruggere l’intera coltura. In agricoltura biologica sono ben noti i benefici della consociazione tra piante e l’importanza che essa assume nello sviluppo della naturale resitenza della pianta verso gli attacchi dei suoi predatori. Quando una pianta si ammala a causa di parassiti, l’agricoltore moderno normalmente usa un pesticida che colpisce il parassita che sta causando il problema ma, distrugge anche un enorme quantità di altri esseri che porterebbero benefici alla pianta. A questo punto il sistema è talmente disequilibrato che la pianta non è più capace di difendersi da sola contro altri eventuali predatori che dovranno essere combattuti con altri Veleni. Un sistema perfetto! Sembra creato ad arte per impedire agli agricoltori di fare a meno di comprare preparati chimici. Sono numerosissime le piante il cui estratto può beneficiare altre piante. Gli estratti vegetali possono essere combinati tra di loro per aumentarne gli effetti. Alcuni possono essere conservati per molto tempo mantenendo inalterate le loro qualità. Ci sono vari modi di estrarre sostanze dalle piante, i metodi più comuni sono: L’estratto fermentato, il decotto, il macerato e l’infusione.

ESTRATTO FERMENTATO

Per preparare un buon Estratto fermentato è importante seguire poche regole. Bsogna tenere sotto controllo il PH dell’acqua usata che dovrebbe essere piovana. L’acqua dell’acquedotto contiene cloro e calcare. Il cloro inibisce le funzioni di alcuni batteri che intervengono nel processo di estrazione delle sostanze desiderate indebolendo l’estratto. Il calcare ottura gli stomi delle foglie inibendo un corretto scambio gassoso tra la pianta e l’atmosfera e inibisce quindi la stimolazione attraverso le foglie. Nel caso in cui sia disponibile solo acqua clorata è bene raccoglierla in un contenitore aperto e lasciare evaporare il cloro per almeno 48 ore. La temperatura ideale è tra 15 e 25 gradi centigradi. Sopra i 25º avvengono decomposizioni enzimatiche che non sono desiderate. Il PH ideale è tra 5 e 7. Se il PH è inferiore a 5 si può correggere utilizzando la cenere di legna mentre che se è superiore a 7 si può aggiungere aceto di vino. 250cl di aceto in 30 litri di acqua abbassano il PH dell’acqua di un punto. La pianta verrà tagliata in piccoli pezzi e verrà aggiunta l’acqua nella misura di 10 litri per ogni kg di pianta. Seccare una pianta ci permetterà di utilizzarla anche nei periodi in cui non è facilmente reperibile, ma in questo caso la dose sarà ridotta a 100/200 gr.

Una regola generale della fermentazione è che più è alta la temperatura più velocemente avviene la fermentazione. Con una temperatura media di 18/20º in due settimane è pronto un estratto fermentato di ortica. Normalmente l’estratto sarà pronto quando rimuovendolo non ci sarà più presenza di schiuma in superfice. L’odore dell’estratto fermentato di ortica a volte può essere forte e sgradevole ma si può attenuare aggiungendo foglie di Angelica o di Salvia nella misura di un pugno di foglie per 10 litri d’acqua. Queste foglie andranno aggiunte a partire dal quarto o quinto giorno di fermentazione in quanto prima non ci sono odori. A questo punto il nostro estratto è pronto e per impedire che inizi a putrefarsi bisogna filtrarlo. Il filtro non dovrebbere essere nè troppo fino impedendo il passaggio di preziose sostanze nè troppo grosso permettendo il passaggio di pezzi grandi che andrebbero presto in putrefazione. Una volta filtrato, l’estratto andrà conservato in un recipiente metallico o di plastica ben chiuso pronto per essere usato durante tutto l’anno. Nel caso in cui avvenga una seconda fermentazione si produrrà del gas che potrebbe gonfiare il contenitore di plastica. In questo caso aprire il tappo, liberare il gas e richiudere di nuovo. Con la seconda fermentazione che in genere è dovuta alle alte temperature il preparato si indebolisce. Nel caso in cui si vogliano combinare più estratti la combinazione sarà sempre effettuata quando i vari estratti sono già pronti. Fermentare piante diverse nello stesso contenitore non produce gli stessi effetti a causa della differenza di tempo che occorre alle diverse piante per fermentare.

 DECOTTO

Un decotto si ottiene facendo bollire la pianta che sarà prima lasciata in ammollo per 24 ore in acqua piovana. La pianta dovrà poi essere bollita per 20 o 30 minuti a fuoco lento e con il coperchio posto. Dato che le essenze che ci interessano sono volatili e si disperdono con il vapore, l’ideale sarebbe utilizzare un coperchio che permetta che le gocce di condensazione ricadano nel recipiente. Solo quando si sarà raffreddato il decotto si potrà sollevare il coperchio e quindi filtrare. Un decotto si conserva solo un paio di ore dopodichè inizia ad acidificarsi e a fermentare. In questo caso dovrà essere utilizzato come un estratto fermentato. Le piante più utilizzate per i decotti sono normalmente coriacee come ad esempio l’equiseto, la radice di ortica, la Consolida e la Salvia Officinalis. I decotti possono essere usati come preventivi o curativi.

Ad esempio il decotto di Consolida e l’uso delle sue foglie come pacciamatura, agisce come insetticida e fungicida.

INFUSIONE

Per preparare una buona infusione è necessario tagliare la pianta in piccoli pezzi, immergerla in acqua fredda e portarla ad ebollizione. Non appena l’acqua inizia a bollire spegnere il fuoco, e lasciare che avvenga l’infusione. Una volta che il preparato si sia raffreddato si può sollevare il coperchio e procedere con il filtraggio. Alcune persone consigliano di vaporizzare l’infusione sulla pianta quando è ancora calda a 45º. Le infusioni sono meno potenti dei decotti o degli estratti fermentati e normalmente vengono utilizzate negli orti che già posseggono un buon grado di equilibrio. Le infusioni possono essere conservate nel frigorifero in bottiglie ben chiuse solo per pochi giorni.

MACERATO

Un macerato si ottiene lasciando in  ammollo per 24 ore una pianta tagliata in piccoli pezzi nella misura di 1 kg di pianta per 10 lt. di acqua. Dopodichè si filtra e si spruzza puro, senza diluirlo. Non può essere conservato in quanto si attiverebbe la fermentazione. Normalmente i macerati più utilizzati sono quelli di Ortica, Rabarbaro, Nasturzio, Ravanello. I macerati sono per lo più fungicidi ma si sono osservate anche propietà stimolanti della clorofilla. Non sono molto forti. Ê raccomandabile mantenere la temperatura dell’acqua tra 16º e 20º.

Gli estratti vegetali permettono di apportare quelle sostanze naturali che favoriscono una crescita sana e quindi la naturale resistenza agli attacchi.

I tempi della natura sono lenti e bisogna avere pazienza. È importante anche cambiare il modo di vedere i parassiti e comprendere che tutti fanno parte di una catena alimentare che nell’insieme migliora l’ecosistema orto. Non bisogna quindi pensare all’eradicazione di un parassita ma piuttosto bisogna pianificare strategie di diminuzione della popolazione, di allontanamento o di distrazione per permettere al normale equilibrio di ristabilirsi. Non è quindi il caso di stressarsi per la perdita di qualche pomodoro. Bisogna pensare all’ecosistema nel suo insieme. Distruggere un parassita con un veleno, non assicura che questo non riappaia nuovamente l’anno seguente. Anzi, è molto probabile che l’anno successivo un parassita sia più resistente a quel tipo veleno che quindi dovrà essere sostituito. Non è di minore importanza l’accumulo nel terreno di sostanze nocive per la terra ma anche per l’uomo. A differenza delle molecole sintetiche preparate in laboratorio, le molecole presenti negli estratti vegetali sono 100% biodegradabili e non danneggiano in nessun modo l’uomo, la terra o l’ecosistema orto. Alcune piante come ad esempio l’ortica, contengono sostanze urticanti o che possono provocare allergie in alcune persone. È raccomandabile indossare sempre le protezioni adeguate.

Alcuni esempi con piante facili da recuperare.

Lavanda o Menta: Infusione di 100 gr in un litro d’acqua.Utilizzate pure agiscono come repellenti contro una moltitudine di insetti.

Salvia: Estratto fermentato (1 kg di foglie e fiori in 10 litri d’acqua) Diluito al 10% e polverizzato sulla pianta di Patata agisce come fungicida contro la Peronospora della Patata e del Pomodoro.

Calendula: Estratto fermentato (1kg di foglie in 10 litri d’acqua) Diluito al 10% e utilizzato per irrigare rinforza e rinvigorisce le piante, in modo particolare il Pomodoro e il Cavolfiore.

Sono moltissime le piante che si possono utilizzare e le combinazioni di estratti vegetali che si possono provare. Ad esempio gli estratti fermentati e successivamente combinati di Ortica/Consolida/Felce creano un potente cocktail insetticida, rivitalizzante e rimineralizzante.

In un orto dove non si pratica la monocoltura, dove si praticano consociazioni favorevoli, dove il terreno è costantemente pacciamato, dove si approfitta delle propietà degli estratti vegetali invece che dei veleni, le piante sono più forti, il terreno si arricchisce anno dopo anno diventando sempre più fertile, i problemi riscontrati si riducono mentre che la produzione può essere tranquillamente definita intensiva vista l’abbondanza di frutti che se ne può ricavare.

Queste informazioni sono tratte dal libro “Plantas para curar plantas”

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Prigionieri volontari

Questo documentario di Jean-françois Brient e Victor León Fuentes, intitolato “Sulla servitù moderna” dal quale sono tratti alcuni passaggi di questo post è dedicato a tutti coloro che hanno scelto di vivere in prigionia volontaria. Il lavaggio del cervello è arrivato a livelli talmente alti che non ti rendi nemmeno conto di essere la causa dei problemi che ti affliggono. Con il tuo stile di vita stai alimentando un sistema perverso che ti mantiene in uno stato di schiavitù silenziosa. Indirizzato da una politica economica ben precisa ed ingannato dalle menzogne propinate quotidianamente dai mass-media hai deciso volontariamente di vivere in prigionia.

Per possedere una trappola per topi di 50 mt2 al centro, hai acceso un mutuo che ti costringerá per tutta la vita ad essere prigioniero del sistema che tanto critichi nelle manifestazioni di protesta nelle piazze. Dentro queste abitazioni anguste e lugubri accumuli le tue merci che dovrebbero, secondo i messaggi pubblicitari onnipresenti, portarti la felicità perfetta. Ma più accumuli merci e più si allontana la possibilità di essere felice.

Per avere la comodità di compare al supermercato sotto casa hai ceduto la tua sovvranità alimentare alle multinazionali che decidono per te cosa devi mangiare e ti vendono prodotti tossici che ti ostini a chiamare “Cibo”. Guardati attorno… Per riempirti la casa di oggetti inutili, hai scelto di essere servo di un padrone per 8/10 ore al giorno 6 giorni alla settimana. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi appartieni ad una classe totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo. Ignori quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accetti senza fiatare la vita pietosa che è stata decisa per te. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della tua disgrazia e a differenza degli antichi schiavi che venivano catturati, oggi sei tu stesso che hai scelto il tuo padrone. Per guadagnare più Soldi, hai scelto di vivere prigioniero del tuo business, costantemente sotto stress tra tasse, fatture e scadenze. Soldi, che probabilmente dovrai usare per recuperare la salute persa per guadagnarli! Per poter pagare le rate dell’auto nuova hai accettato di lavorare senza diritti, con un salario bassissimo, pagando tasse altissime e ricevendo servizi pessimi. In compenso ti sono stati concessi 20 giorni all’anno di misera e meritata vacanza. L’invenzione della disoccupazione moderna è lì per spaventarti e farti ringraziare la generosità del potere. Che cosa faresti senza la tortura del lavoro? Quando è proprio questa attività alienante che ti viene presentata come una liberazione. Che decadenza e che miseria! Conosci tutti i nomi dei giocatori della tua squadra di calcio preferita e a quanto ammontano le loro buste paga, sei aggiornatissimo sul gossip e trovi noiosi argomenti che ti riguardano da vicino come l’agronomia o la biologia. Possiedi tutti gli ultimi giochetti tecnologici e sei convinto che la contaminazione dell’ambiente, lo sfruttamento dei lavoratori, la negazione dei diritti umani nelle fabbriche che li hanno prodotti, sia il prezzo da pagare per il Tuo progresso… che ti usa e ti tiene prigioniero senza che nemmeno te ne renda conto.

Avresti potuto accontentarti della tua servitù solo al lavoro, ma nella misura in cui il sistema di produzione colonizza tutti i settori della vita, perdi il tuo tempo nelle distrazioni nei divertimenti e nelle vacanze organizzate. Nessun momento del tuo quotidiano sfugge alla morsa del sistema. Ogni attimo della tua vita è stato sequestrato. Sei uno schiavo a tempo pieno. Hai scelto di essere prigioniero dell’immagine e quindi ti spalmi addosso unguenti e cremine per avere un’apparenza giovane e impeccabile. Indossi sempre vestiti alla moda e cerchi di imitare quelle celebrità che tanto invidi e applaudi quando guardi la televisione o vai allo stadio. Non importa se le creme e i saponi sono cancerogeni, non importa se sono stati testati su altri esseri viventi che ci hanno rimesso le penne. Non importa se le tue scarpe nuove sono state prodotte da schiavi minorenni. Quello che conta è la Tua immagine nelle Tue scalate sociali… mi diverte ascoltarti quando mi dici che in fondo si tratta solo di avere cura del proprio corpo. Ma davvero credi di prenderti cura del tuo corpo spalmandoci sopra sostanze cancerogene? Credi davvero che valga la pena di lavorare sfruttato, schiavizzato e sottopagato per poterti permettere di rinnovare il guardaroba ogni stagione? Non sai di essere prigioniero volontario dei tuoi falsi bisogni. Sogni la vita delle ricche celebrità dello spettacolo lasciandoti sfuggire la tua, senza nemmeno renderti conto che stai dormendo.

La vita è unica e breve….. ma te li sei fatti bene i conti?

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I miti del modello Agronomico

Ogni volta che ci dicono che il modello agronomico attuale è il migliore tra i possibili, che è studiato per eliminare la fame nel mondo, che soddisfa le nostre necessità alimentari, ci stanno mentendo. Il modello agronomico attuale al contrario, genera fame e diseguaglianza. Distrugge l’ambiente, l’agrodiversità,  l’economia contadina e in ultimo, ma non per questo meno importante ci fa ammalare!

In questo breve video, l’attivista politica spagnola Esther Vivas evidenzia i punti più carenti del modello agronomico adottato che si basa sul capitale invece che sul cibo. Dagli anni 60 ad oggi la produzione mondiale di cibo è triplicata mentre la popolazione mondiale si è solo duplicata, per cui dovrebbe esserci cibo in abbondanza per tutti. Eppure nel mondo un abitante su sette non ha accesso al cibo. Il modello agronomico globalizzato è un fallimento completo. La produzione del cibo avviene solo in funzione degli interessi del mercato per cui la grande produzione di alimenti è stata spostata nei paesi del Sud dove la manodopera costa meno e le condizioni di lavoro sono precarie. Questo permette di abbassare i costi di produzione e permette di vendere a prezzi competitivi nei ricchi mercati del Nord. Nello stesso tempo i grandi produttori del Nord producono eccedenze che vengono vendute nei paesi del Sud. Grazie alla PAC (politica agricola comunitaria) queste imprese ricevono sovvenzioni dai governi e possono vendere i loro prodotti al di sotto del prezzo di costo, praticando una concorrenza sleale verso i piccoli produttori locali che si vedono costretti a chiudere le proprie aziende. Un viaggio chilometrico di alimenti che oltre ad inquinare il pianeta, porta alla distruzione delle economie contadine locali, sia nei paesi del Sud che in quelli del Nord.

Questo modello agronomico distrugge la biosfera e l’agrodiversità. Oggi non mangiamo più quello che mangiavano i nostri nonni. Ai loro tempi era disponibile una grande varietà ortofrutticola mentre oggi a causa della priorità che viene data agli interessi delle aziende e multinazionali, le varietà alimentari che mangiamo si sono ridotte del 75% negli ultimi 100 anni. Oggi si coltivano solo le specie che meglio si adattano alle necessità del mercato. Si prediligono alimenti transgenici più resistenti ai pesticidi, alimenti che possano essere trasportati a lunghe distanze senza deteriorarsi, alimenti che presentano un aspetto più appetibile che ne facilita la vendita etc. Purtroppo nelle valutazioni i criteri  nutrizionali, ecologici, di agrodiversità e di salute non vengono presi in considerazione. Un esempio concreto è il caso del Latte. In Spagna il 95% del latte disponibile sul mercato viene solo da un tipo di vacca, la “Frisona Holstein”.  Questa razza si adatta perfettamente alle richieste del mercato in quanto produce notevoli quantità di latte. Produzione che spesso che viene fatta aumentare attraverso la somministrazione di ormoni.

Distruggendo la diversità si genera insicurezza alimentare.

Che succederebbe se si diffondesse una malattia che colpisce proprio questo tipo di vacca? Per ovviare ai problemi derivanti dall’allevamento intensivo le vacche vengono imbottite di antibiotici e antinfiammatori che insieme agli ormoni finiscono nel latte e nella carne. La logica capitalista di questo modello agronomico sta mettendo in grave pericolo la nostra salute.

Questo modello agronomico porterà alla distruzione delle piccole aziende contadine del Sud e del Nord, che non possono competere con la grande agroindustria e le multinazionali.  La domanda che dovremmo porci tuti è: “chi produrrà i nostri alimenti quando non esisteranno più i piccoli produttori?” È evidente che a determinare le nostre scelte alimentari saranno un gruppo di aziende che monopolizzano il mercato alimentare globale. Aziende che non pensano alle necessità alimentari collettive ma solo al profitto economico. La sicurezza alimentare è in grave pericolo! Le malattie relazionate con l’alimentazione, come allergie o obesità, continuano ad aumentare costantemente. L’ingestione giornaliera di prodotti transgenici, farmaci, pesticidi, erbicidi, coloranti, conservanti, dolcificanti e potenziatori del sapore di vario genere, ha un impatto molto negativo sulla nostra salute in quanto siamo quello che mangiamo!

È importante quindi riflettere su questi lati oscuri di un modello agronomico che genera fame, diseguaglianza, distruzione della biosfera e dell’agrodiversità, distruzione delle piccole economie contadine, e della salute. È fondamentale progettare un altro modello di produzione, distribuzione e consumo degli alimenti che riporti la sovranità alimentare nelle mani del popolo e che dia priorità alle necessità alimentari collettive invece che agli interessi economici di un gruppo di imprese.

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Costruendo Can Santosha

Se ti interessano le costruzioni in paglia, la bioclimatica, la vita in comunità e l’autosufficienza, Can Santosha è il posto che fa per te. Un progetto abitativo sostenibile dove si stanno creando le condizioni per vivere l’allegria, la creatività e lo sviluppo dell’autoconoscimento. Al confine tra Navarra ed Aragon sui Pirenei Spagnoli, al lato di un bosco di querce e vicino all’Embalse de yesa, un laghetto fantastico per andarsi a bagnare, da inizio Luglio al 19 Agosto 2012 ci saranno dei campi lavoro e dei corsi di formazione relativi alle costruzioni bioclimatiche in paglia. Siamo alla fase finale della costruzione di due case di paglia e in questi due mesi si procederà con l’applicazione degli intonaci esteriori ed interiori e si ultimerà la costruzione della cucina.

Ogni campo-taller sarà focalizzato su una tecnica specifica di preparazione e applicazione di intonaco fatto di paglia e argilla, a parte l’ultimo nel quale si lavorerà su di un mix di tecniche differenti.

Ci saranno spazi specifici dedicati alla condivisione di informazioni riguardanti la bioclimatica, l’autocostruzione con balle di paglia, l’autosufficienza ed altri temi interessanti relazionati alla vita rurale come:

 Schema di costruzione di una casa di paglia dalle fondamenta al tetto.

Bioclimatismo: riscaldamento solare passivo, refrigerazione per ventilazione passiva etc.

Bagno a secco – chiudere il ciclo dei nutrienti senza compromettere il ciclo dell’acqua.

Creare rete attraverso l’associazione di volontariato wwoof e la Xipac rete d’intercambio per l’autocostruzione.

La vita delle api e l’apicultura.

ALLOGGIAMENTO

L’alloggiamento sarà in tenda di campagna. Doccia selvatica sotto un rovere o se si preferisce in una tinozza nella casa di paglia. Cibo vegetariano con uova e latticini.

COSA PORTARSI

Tenda da campeggio. Vestiti da lavoro (da sporcare) e guanti. Sacco a pelo. Sui Pirenei la notte fa freschetto, portarsi una maglia di lana. Una lanterna o un frontalino e qualsiasi altra cosa ti potrebbe servire durante la tua permanenza. Questo è uno spazio aperto alla musica, alla danza e ad altre forme di creatività e bellezza. Musicisti benvenuti. Se suoni uno strumento ci piacerebbe lo portassi con te!

PARTECIPAZIONE ED ISCRIZIONI

Verranno formati gruppi stabili di 6/8 persone per cui si chiede la partecipazione alla settimana intera.

CIBO

È stato proposto un contributo per il cibo di 7 euro al giorno. Il prezzo è orientativo, l’obbiettivo è di  tenere sempre una buona quantità di frutta e verdura fresca. A Can Santosha comunque, sono aperti ad altre formule per l’autogestione del cibo.

DAL  2 AL 15 DI LUGLIO 2012

Corso di formazione teorica e pratica sulla preparazione e l’applicazione di intonaco di argilla e paglia fermentata. Lo strato di intonaco di Corpo è il secondo strato che si applica ad una costruzione di paglia. La sua funzione è principalmente strutturale, creando uno strato grosso che copre le balle di paglia e le unisce fra di loro. Inoltre aumenta notevolmente la resistenza del muro al fuoco e apporta impermeabilizzazione.

In questo corso verrà trattata la tecnica di Tom Rijven del “Bodycoat” che prevede una miscela di argilla, paglia tritata, sabbia ed un catalizzatore della fermentazione che può essere erba fresca o cacca di vacca. Questo strato viene applicato seguendo la forma delle baglie di paglia o per riempire le irregolarità e per lasciare il muro liscio o bombato.

DAL 16 AL 29 DI LUGLIO 2012

In questo corso di formazione teorico-pratico verrà preparato ed applicato l’intonaco finale con argilla. Questo è il terzo strato di intonaco che viene applicato sul muro di una costruzione in paglia, quello che da la rifinitura al muro. La sua funzione è essenzialmente estetica però con l’applicazione di alcune tecniche può aumentare l’impermeabilizzazione del muro. Questo strato si prepara con argilla filtrata molto finemente che agisce da agglomerante e sabbia . Viene poi applicato al muro con delle palette.

DAL 6 AL 19 DI AGOSTO 2012

In questa settimana si prevede di ultimare i lavori della cucina per cui il campo-formazione-lavoro sarà su diverse tecniche di autocostruzione relative ad uno spazio cucina.

Chiunque sia interessato a partecipare a questi corsi può visitare cansantosha.blogspot.com.es e contattare Siddhu, tel (0034) 607 266 741,  sidhu108@gmail.com

Oppure (per chi non parla lo spagnolo) mettersi in contatto con Francesco su  byologik@gmail.com

I corsi di formazione teorico-pratica e l’alloggiamento in tenda sono gratis, quello che dovrai pagarti sarà il viaggio e il cibo.

Can santosha… l’accontentarsi è la base della felicità completa.

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La cooperazione integrale

In Spagna stanno nascendo nuove forme di associazione nelle quali varie persone si organizzano sottoforma di cooperative autogestite per risolvere quei problemi che lo Stato ed il Capitalismo non vogliono, o sono incapaci a risolvere, come ad esempio, la casa e il lavoro. Una cooperativa integrale può essere definita come una associazione di persone (produttori autonomi, consumatori, gruppi di consumo, interi eco-villaggi etc.) in cui gli associati si integrano sotto unico soggetto giuridico. Questo permette che vi siano relazioni sociali ed economiche tra di loro senza dover passare per lo Stato o per il Capitalismo.

Purtroppo tutti i modelli politici adottati fino ad ora si sono rivelati modelli di schiavismo con catene più o meno dorate. Il comunismo sovietico, il capitalismo americano e la società “democratica” europea non sono altro che forme oligarchiche di concentrazione di potere che si basano sulla schiavizzazione dei popoli.

La cooperativa integrale Catalana è un modello di sviluppo che si ispira alle collettivizzazioni operaie del 1936 in Spagna e ai Falansteri del socialismo utopistico di autori come Charles Fourier. Questo modello di sviluppo venne eliminato dal fascismo e successivamente è stato “dimenticato” dal capitalismo moderno. Si tratta di colonie industriali nelle quali si raggruppano in un unico posto il lavoro, la casa, i servizi e le risorse. Quello che stanno facendo in Spagna è recuperare vecchie aree industriali in disuso per trasformarle in eco-villaggi associati alle varie eco-reti. Attraverso la ricolonizzazione, oltre alla rivalorizzazione di terreni abbandonati si stanno recuperando anche il patrimonio industriale e la memoria collettiva.

L’associazione in forma cooperativa permette di essere più competitivi sul mercato e permette di avere ottimi risultati a prezzi molto inferiori che nel mercato capitalista. La colonia ecoindustriale di CaLaFou descritta nei video, in forma cooperativa, con 400 000 euro, che è il prezzo medio di due appartamenti a Barcellona,  ha comprato la cessione del diritto di uso di una di queste colonie abbandonate di circa 30 mila Mq. Gli stessi soci hanno ristrutturato 30 case. Il prezzo finale di ogni casa è stato di 15000 euro da pagare in rate da 200 euro al mese. La cooperazione fa la forza! La colonia ecoindustriale postcapitalista di CaLaFou si autogestisce attraverso l’assemblea generale e le riunioni dei gruppi di lavoro specializzati nei vari campi, riabilitazione, gestione del progetto, finanziamenti, convivenza, comunicazione, salute etc. Le assemblee si svolgono attraverso il metodo del consenso.

I progetti e Le cooperative integrali in Catalunya sono già molti ma il progetto della colonia ecoindustriale di CaLaFou è tra i più ambiziosi, infatti, prevedono di produrre pannelli solari, mulini eolici e altri macchinari con progetti in Copy left, ossia aperti a tutti. I progetti saranno disponibili in internet per chiunque voglia utilizzarli, modificarli e migliorarli. Questi macchinari verranno venduti alle altre colonie o eco-villaggi associati che potranno pagare in moneta sociale locale, in prodotti agronomici, con ore di lavoro o con qualsiasi altro mezzo che possa risultare conveniente. Ad esempio se un eco-villaggio associato possiede olivi ed ha bisogno di un macchinario specifico, CaLaFou lo costruirà per loro a cambio di 5 anni di fornitura di olio. Pannelli solari e mulini eolici verranno prodotti in pezzi che potranno essere assemblati direttamente dall’acquirente. Potranno essere venduti anche nel mercato tradizionale ed essere quindi una risorsa economica. I proventi delle vendite saranno reinvestiti in uno dei progetti della colonia. Il cooperativismo è il futuro.

Al contrario del Capitalismo, che punta esclusivamente al profitto economico attraverso la competizione, tralasciando qualsiasi aspetto sociale, umano ed ecologico, e al contrario degli insegnamenti che ci vengono inculcati a scuola, dove cooperare con il compagno significa “Copiare”, nel cooperativismo integrale, si da importanza alla collaborazione, alle relazioni sociali e all’ecologia. In linea con i principi dell’economia del bene comune l’obbiettivo ultimo di CaLaFou non è il profitto monetario, ma piuttosto il benessere sociale.

La cooperativa integrale Catalana è un’alternativa al capitale e ad un sistema che consideriamo perverso. La stessa società civile sta costruendo uno spazio cooperativista, pacifico e sostenibile per lo sviluppo di alternative tecnologiche, abitative e politiche, basate sull’auto-responsabilità e sulla cooperazione. Uno spazio nel quale l’economia produttiva è realmente al servizio delle persone e dove l’accesso alle risorse e agli strumenti non è un ostacolo alla realizzazione del potenziale creativo. Ci sono vari modi di partecipare a questo progetto, tra i quali il volontariato, le donazioni, presentando un progetto per la colonia o condividendo strumenti, esperienze e conoscenze. Le convocazioni di volontariato sono sempre aperte, basta rimboccarsi le maniche e mettersi in contatto con la colonia ecoindustriale post-capitalista di  CaLafou.

Chissà che la tua nuova vita non inizi proprio da quì !

E-mail     calafou@cooperativaintegral.cat

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Rompere gli schemi…

Ê proprio vero che quando si vuole qualcosa pare che l’universo intero si muova per fare in modo che la si ottenga. A Tortella sui Pre Pirenei abbiamo trovato quello che cercavamo! Una casetta non troppo isolata su un terreno di un ettaro sistemato a terrazze. Ci sono galline e capre, siamo al lato di un bosco di querce che inizia subito dopo il prato davanti casa, ci sono alberi da frutta e un orto a otto bancali coltivati da diversi anni con il sistema sinergico. L’irrigazione è con il sistema a goccia, i tubi dell’acqua vengono sistemati sotto la pacciamatura che quest’anno è stata fatta con foglie secche di quercia. Le foglie formano una cappa protettiva sul terreno, riducono  l’evaporazione dell’acqua e mantengono la terra umida. L’umidità costante previene l’infestazione da parte del ragnetto rosso e di altri acari. Le foglie evitano un eccessivo compattamento della terra dovuto alle piogge e decomponendosi rilasciano nel terreno materiale organico che aumenta la fertilità. Le foglie di quercia tengono lontane le lumache e offrono riparo alle coccinelle che fungono da pesticida naturale.

C’è un sistema di raccolta di acqua piovana che viene immagazinata in vari depositi da 1000 litri. È abbastanza per irrigare gli orti, gli usi domestici e gli animali. C’è un sistema di fitodepurazione per il trattamento delle acque reflue. Abbiamo deciso di creare una base in questo posto e dal camper ci siamo spostati in un a caravana da circo e  ci apprestiamo a montare un altro orto sinergico sul terreno gentilmente offerto dalla propietaria che in cambio di qualche lavoretto ci fornisce tutte le comodità di casa, cibo, e terra da coltivare. 

Esistono varie forme di scambio, ma ne usiamo sempre solo una, i soldi. Crediamo che senza soldi non si può fare niente. Mettiamo il caso che il  terreno davanti casa è sistemato a terrazze ed che hai bisogno di una scala per agevolare il passaggio.  Normalmente ci sarebbe bisogno di soldi per farle costruire o per comprare i materiali in caso di fai da te.  Rompendo gli schemi alcuni copertoni di auto si trasformano da rifiuto in risorsa. Ed ecco come non servono i soldi per avere una originale scala morbida. I soldi non sono l’unico mezzo per ottenere ciò di cui si ha bisogno e a volte non sono nemmeno la via più facile. Siamo arrivati in questo posto grazie al WWOOF che ci ha fornito il contatto, è bastata una telefonata e poi le cose sono andate da sole verso la direzione giusta. Senza stress da curriculum e senza ansia  da colloquio, mi ritrovo in ottima compagnia in un posto paradisiaco, con un lavoro, una casa e il frigo pieno. Sento dire in giro che non c’è lavoro, che la disoccupazione aumenta costantemente eppure a me sembra che ci sia moltissimo da fare. Passeggio per i campi e vedo interi paesini abbandonati che vanno in rovina e vedo campi da coltivare. Sono davvero tanti!  Tutte le Masie abitate della zona sarebbero felicissime di accogliere persone giovani. Con il wwoof si ottiene vitto e alloggio in cambio di lavoro, spesso in cambio di lavori di manutenzione o a cambio di prendersi cura del bestiame vengono dati in concessione interi casolari ma, in campagna al giorno d’oggi non ci vuole andare nessuno.

Le masie sono vuote e vanno in rovina mentre i campi restano incolti. I disoccupati aumentano e i senzatetto pure. Che razza strana gli umani! Siamo gli unici che paghiamo per vivere su questo pianeta! Potremmo vivere tutti dell’abbondanza della natura, ma pur di non sporcarci le mani di terra ci rifugiamo in condomini alti 20 piani. Molte persone credono che i soldi siano l’unico mezzo per risolvere i problemi. Si dice che senza soldi non si cantano messe ed è vero, le messe non le cantano! Senza usare i soldi come mezzo di scambio, vivo in una casa con acqua calda, elettricità e internet wifi, lavoro dalle 9:30 alle 13:30 escluso il sabato e la domenica, senza usare il denaro ricevo tutti giorni cibo biologico fresco per la colazione il pranzo e la cena e senza aver pagato un centesimo ho avuto in concessione un pezzo di terra da coltivare.  Con questo non voglio dire che i soldi non servono. I Soldi sono una delle possibilità da usare come mezzo di scambio quando occorre qualcosa, ma non sono l’unica.  Non credo che l’obbiettivo debba essere quello di accumulare sempre più soldi, ma piuttosto raggiungere uno stato ottimale che permetta di avere cibo sano, energia, tempo a disposizione per se stessi e gli altri, che permetta di vivere una vita indipendente dagli andamenti dei mercati finanziari. L’accontentarsi è alla base dela felicità. Vorrei mandare un messaggio a tutti quelli che al momento sono disoccupati e che non vedono vie d’uscita. A tutti quelli che sono stati fregati dall’economia e hanno perso tutto, a tutti i padri di famiglia che non riescono più a dar da mangiare ai propri figli, vorrei ricordare che il mondo rurale è pieno di occupazione e di opportunità.  Ci sono case, c’è cibo e c’è molto lavoro da fare.

..Rompi gli schemi, organizzati, chiedi e ti verra dato!

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