Strani tipi questi Babilonesi…

14-1-2012

Quando mesi fa ero sulle montagne dei pirenei visitando pueblos okupados e comunitá autosufficienti mi divertiva il modo in cui le persone che abitano quei posti, chiamavano le cittá. Ogni volta che c’era bisogno di qualcosa che non era prodotto nel villaggio bisognava andare a Babilonia e nessuno voleva andarci. E come biasimarli? Lasciare un angolo di paradiso per mettersi in macchina e raggiungere l’apoteosi della follia umana tra traffico, inquinamento, gente nevrotica e robotizzata che non sorride mai e gruppetti di idioti glamour e fashion che sgranano gli occhi alla vista di 4 hippies che fanno la spesa. Mi facevano ricordare “Il pianeta verde” (un film che consiglio vivamente di vedere) in cui c’era un gruppo di abitanti di un altro pianeta che viveva in armonia con la natura e ogni volta che bisognava scegliere qualcuno che doveva andare in visita sulla Terra, nessuno mai voleva andarci. Questi ultimi  mesi li ho passati a Babilonia.

I babilonesi sono gente strana non c’è dubbio. Ho vissuto gran parte della mia vita tra Londra, Napoli e Barcelona e di Babilonesi me ne intendo abbastanza. La cosa che accomuna tutti i Babilonesi del mondo é che tutti sognano di vivere in un posto piú naturale, con meno stress e meno veleni. Infatti lavorano affannosamente in città e non appena hanno a disposizione qualche giorno di Libertá scappano verso il mare, la montagna o la campagna.

Magari in uno di questi agriturismi glamour e feng shui dove pagando possono anche dare una mano nei lavori della fattoria e assaporare i piaceri della vita rurale. Perché il contatto con la natura è importante… Dicono.

A Babilonia si respira costantemente aria di incoerenza. Il Babilonese sa che l’aria della sua cittá è inquinata ma se deve andare a fare la spesa a 500 metri di distanza usa la macchina. Il Babilonese non ha tempo per costruire un orto sul balcone e dice che l’aria inquinata contaminerebbe le piante. La stessa aria che respira 7 giorni su 7. Il Babilonese vuole vivere comodo e quindi ha bisogno di un televisore in ogni camera così da poter passare comodamente dalla sedia al divano e da questo al letto senza perdersi nemmeno un minuto di lavaggio del cervello. É sicuro di essere immune ai messaggi subliminali delle pubblicitá peró sente il bisogno di essere sempre al passo con l’innovazione e si sente a disagio se non possiede un telefonino di ultima generazione. Non presta attenzione alla pubblicità ma continua a spalamarsi sul corpo cremine e saponi ricchi di sostanze cancerogene e mentre canticchia il ritornello del suo spot preferito continua a distribuire in giro per casa le sostanze neurotossiche rilasciate dai detersivi.  Ultimamente a Babilonia sono piú attenti alle questioni ambientali e quindi diligentemente differenziano la plastica della busta di insalata comprata giá lavata e tagliata. Scrupolosamente separano la carta argentata dal vasetto di vetro di yogurt biologico Danese freschissimo, appena importato. Pensano di comprarsi una eco car,  e se in casa dovesse entrare qualche mosca spruzzano  il Bio killer, perché Il Babilonese ama la natura, ma solo se disinfettata, ordinata e senza insetti… In questi ultimi tempi ho parlato con tanti babilonesi di economia, politica, sviluppo, alimentazione e ambiente e i discorsi sono stati gli stessi piú o meno  da tutte le parti. Nessuno è contento della situazione attuale. Sono tutti daccordo sul fatto che va tutto a rotoli. La crisi economica si fa sentire, Lo stato non rappresenta i cittadini ma le banche, il modello di sviluppo adottato ci sta portando alla distruzione, i cibi che compriamo sono per la maggior parte contaminati da sostanze tossiche, l’inquinamento è arrivato a livelli preoccupanti per la salute umana. Tutti daccordo su queste cose e tutti daccordo sul fatto che c’è bisogno di un cambiamento. Nessuno capisce bene chi o cosa deve cambiare ma tutti sono in attesa di un cambio. Quasi come se aspettassero un Deus ex machina che risolva la questione.

Non c’è lavoro, i soldi sono pochi, le prospettive di futuro per i giovani sono pessime e l’unica cosa che é cambiata in questi ultimi tempi sono i prezzi, infatti ultimamente costa tutto il 10% in piú. La maggior parte delle persone che conosco sono insoddisfatte del loro lavoro, si sentono usati, schiavizzati, sottopagati, ma se gli dici di licenziarsi ti rispondono che hanno paura di perdere tutto. E alla domanda “Ma perdere cosa?” Mi guardano con un’aria rassegnata e sottovoce dicono:

“Tu hai ragione ma che ci possiamo fare?”

Quindi a Babilonia, sfruttati, delusi, rassegnati e senza speranze per il futuro, si lamentano sempre di più. Ma quando a cena si parla per più di cinque minuti di problemi e del perchè siamo in questa situazione, spesso ho sentito dire:  “Tu hai ragione, ma stasera c’è la partita e non voglio avere pensieri, già tengo pensieri tutto il giorno e la sera a queste cose non ci voglio pensare.”

Il solo pensiero di dover perdere una comoditá spaventa tutti. Sanno che per vedere un cambiamento nel mondo che li circonda devono rinunciare a qualcosa  ma sono terrorizzati da questa idea. Sanno di essere in una condizione che non li soddisfa ma la rassegnazione è talmente alta che non cercano nessuna via di uscita.

Non é che per caso si é persa la visione dell’insieme delle cose e si lotta costantemente per avere oggetti che alla fine, pensandoci bene, sono futili ed inutili? Non è che per caso pur di rispettare uno stile di vita imposto dalle leggi consumistiche dei mass media, ci si trova imprigionati in un  circolo vizioso che vede alternarsi schiavismo la mattina e shopping la sera? Cosa dovrebbe cambiare e in che modo qualcosa potrebbe cambiare se si continuano a ripetere sempre le stesse azioni? Einstein diceva:

La follia è ripetere le stesse azioni aspettandosi un risultato differente.”

Ed é vero! Finché non ti procuri una bicicletta per spostarti, ti stresserai nel traffico. Finché non ti coltivi il tuo orto, non saprai cosa mangi, finchè non ti circondi di spazi verdi, respirerai veleni, Finché non smetterai di credere che un appartamento al centro di Babilonia é la migliore soluzione abitativa che la vita ti possa offrire, resterai imprigionato nel circolo vizioso. Finchè non spegni la televisione e ti riappropri delle tue idee, non vedrai la soluzione che è lì a portata di mano. Finché non la smetti di lamentarti e non passi all’azione, non ti renderai conto che il cambiamento é giá in corso.

Smettila di aspettare la rivoluzione e diventa la rivoluzione!

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Una risposta a Strani tipi questi Babilonesi…

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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