L’isola di plastica

Sicuramente tutti conoscete il North Pacific Trash vortex. Un immenso ammasso di rifiuti grande il doppio del texas, ritenuto essere la più grande discarica del pianeta. L’80% di questi rifiuti proviene dalla terra ferma mentre che il 20% proviene dalle navi e dalle piattaforme petrolifere. Il Nord Pacific Trash vortex è in realtà formato da due vortici.  Esiste un’isola di plastica galleggiante situata tra le Hawaii e la California e un’altra isola situata ad est del Giappone. I due vortici sono connessi tra loro da una corrente lunga 6000 km chiamata “corrente di convergenza subtropicale”.       Ma chi è responsabile di tutto ciò?

Ovviamente la razza umana e in modo particolare le persone che vivono nei paesi sviluppati. Consumiamo, gettiamo e rimpiazziamo moltissimi prodotti di plastica, per la maggior parte Cinesi, ad una velocità sempre maggiore. Nessuno sa quando il Trash vortex ha iniziato a formarsi però sappiamo che la plastica esiste da quasi 150 anni e a parte una piccola parte che è stata incenerita, che adesso esiste sottoforma di diossina, ogni piccolo pezzetto di plastica prodotto da 150 anni a questa parte ancora esiste e lo farà per molto tempo ancora. Non tutta la plastica gallegia. Il 70% della plastica che arriva in mare affonda. Solo nel nord pacifico ci sono 600 000 tonnellate di rifiuti che si sono depositati sul fondo marino distruggendolo. Anche nel mare Artico, considerato fino a poco fa l’ultima regione ancora non contaminata dall’uomo è presente un alto numero di detriti di plastica. Non bisogna pensare che il mediterraneo ne sia escluso in quanto si iniziano a vedere isole galleggianti anche dalle nostre parti.

Considerando una produzione di 100 milioni di tonnellate di plastica ogni anno, delle quali il 10% finisce in mare, non è poi difficile immaginare come il Pacific Trash vortex si sia formato. Greenpeace afferma che in alcune zone ci sono 6 kg di plastica per ogni kg di placton naturale. Il trash vortex uccide milioni di pesci, uccelli e animali che ogni anno restano impigliati in questo groviglio o che mangiano detriti di plastica. Questa è una foto di un albatros che lo dimostra. Basta fare una passeggiata sulla spiaggia per vedere buste, bottiglie, accendini, spazzolini e molti altri tipi di rifiuti che gettati per strada alla fine finiscono in mare portati dal vento o dalle maree.

 trash vortex 1 jpgQuesto video è stato girato in un isola nell’oceano Pacifico a 2000 km dalla costa più vicina. Vi abitano solo uccelli eppure anche lì la plastica è nella catena alimentare. Un video sconcertante! Il Pacific trash vortex è solo uno dei 5 giganteschi vortici di plastica esistenti sul pianeta che insieme arrivano ad estendersi su circa il 40% degli oceani. Un altro problema riscontrato è che questi vortici spesso sono in acque internazionali e nessuna nazione si vuole far carico delle spese di bonifica. Molte persone pensano di non poter fare nulla per risolvere questo problema e che comunque viste le dimensioni sono i governi a dover fare qualcosa. Ma invece sono proprio i singoli individui che possono cambiare le cose. Ognuno di noi ogni anno compra, consuma e getta  circa 200 chili  di plastica. Bisogna  fermarsi di Comprare & Consumare. Guardatevi attorno…  abbiamo davvero bisogno di tutti questi giochetti di plastica, di tutti questi oggetti inutili che accumuliamo in casa? Davvero non riusciamo a fare a meno di comprare bottiglie di plastica? Abbiamo già bandito le buste di plastica dall’Italia ma ciò non risolve il problema. Bisogna ridurre i consumi di plastica. Comprare di meno. Pensa a quello che compri e guarda quello che tiri. Se questo Natale nonostante la crisi non puoi fare a meno di comprare regali  e regalini…. Puoi cercare almeno di evitare di comprare oggetti e giochetti di plastica totalmente inutili? Si possono prediligere altri materiali?  Si possono eliminare le bottiglie di plastica e usare solo bottiglie di vetro? In cucina, per conservare i cibi, si possono usare contenitori multiuso al posto delle pellicole di plastica e di alluminio? Si può evitare di usare stoviglie usa e getta? Meno cose compri, meno rifiuti produci. Ho sentito dire: “Tanto se non lo compro io lo compra qualcun altro. Ormai è stato prodotto.” Vorrei far notare che la produzione di un qualsiasi oggetto è in funzione della domanda sul mercato di quell’oggetto e di conseguenza al calare della domanda diminuisce anche la produzione.  Se smetti di comprare oggetti stupidi ed inutili, se riusi e ricicli puoi ridurre i rifiuti plastici marini e fare la tua parte per combattere i vari trash vortex.

Per saperne di più…..

Il progetto Kaisei è una associazione no-profit che si occupa di diffondere consapevolezza sul problema dell’inquinamento degli oceani e offre soluzioni per la prevenzione e la pulizia.

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2 risposte a L’isola di plastica

  1. Antonio ha detto:

    Il problema della società attuale è quello del flusso lineare anziché circolare dei prodotti, dall’estrazione alla discarica. Anche le nostre vite sono caratterizzate da un flusso lineare: compriamo e gettiamo, perché non siamo in grado di riutilizzare. Per fortuna il picco del petrolio porterà nei prossimi decenni ad una diminuzione della produzione di plastica.

    • Byologik ha detto:

      Ciao Antonio, sono perfettamente daccordo, gli scarti dovrebbero essere eliminati nella fase progettuale permettendo il riciclo o riutilizzo di tutte le parti di un prodotto. Inoltre nella fase progettuale non bisognerebbe pensare all”obsolescenza programmata progettando un prodotto o un componente di un prodotto che si rompono in un tempo predeterminato, obbligando il consumatore ad un nuovo acquisto. Al contrario il prodotto in oggetto dovrebbe essere progettato per durare il più a lungo possibile e tutte le sue parti dovrebbero poter essere riciclabili o riutilizzabili.

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