Illusioni verdi

Il greenwashing  é una strategia di comunicazione usata per incrementare le vendite di un prodotto, pubblicizzandolo come ecologico pur non essendolo.  Parole come: “Bio, Naturale, Ecologico” vengono distorte e usate in modo ingannevole per attribuire al prodotto un basso o nullo impatto ambientale. Un lavaggio del cervello a tutti gli effetti…. La parola eco, oggi, si usa per qualsiasi cosa, addirittura i detersivi vengono pubblicizzati come ecologici e se non sei sicuro di quanto  usarne stai tranquillo, ci sono le Eco-dosi!  Per pulire la casa c’é bisogno di un prodotto specifico per ogni materiale e guai a pensare di usare il detersivo che si usa per pulire il bagno per pulire la cucina. Tuo figlio potrebbe trovarsi a gattonare su una distesa di sostanze neurotossiche. Quindi bisogna comprare detersivi differenti e specifici. Uno per pulire i piatti, uno per il bagno, uno per i vetri, uno per l’argenteria, uno per i mobili, uno per i pavimenti, uno per il bucato, uno per l’auto, uno per il corpo, uno per i capelli, uno per le parti intime, etc…………. Ai quali vanno aggiunti i complementari come: ammorbidenti per il bucato, cere per i pavimenti, anticalcarei per i rubinetti, deodoranti, etc. Ma perché inquina un detersivo ? quanto inquina veramente un detersivo?

La tensione superficiale é una forza (tensione) prodotta dalle forze coesive di un corpo.  Questa spiega il motivo per cui l’acqua forma delle goccioline su una superfice di vetro invece di distendersi (bagnare). I tensioattivi sono delle sostanze dotate di proprietá schiumogene, bagnanti, detergenti e solubilizzanti. Vengono suddivisi in 4 categorie Anionici, cationici, anfoteri e non ionici. Queste sostanze abbassano la tensione superficiale dell’acqua rendendola letteralmente in grado di  distaccare, avvolgere e poi asportare il sudiciume. Gli unici tensioattivi naturali sono i tensioattivi anionici carbossilati, (saponi) tutti gli altri vengono prodotti usando derivati del petrolio. L’eccessiva presenza di calcio e magnesio nell’acqua “indurisce l’acqua” abbassando il potere dei tensioattivi che quindi, spesso, vengono mescolati a sostanze complementari (molto inquinanti) come i “Fosfati” che “addolciscono l’acqua” rendendo piú efficace l’azione dei tensioattivi, o i silicati che proteggono dalla corrosione. I tensioattvi possono biodegradarsi per via aerobica (in presenza di ossigeno) come ad esempio quando vengono lasciati a contatto con l’aria o per via anaerobica (in assenza di ossigeno) come ad esempio nei fondali fangosi. Ci sono prodotti in commercio che vengono pubblicizzati come biodegradabili al 100%.  Va detto peró che Il Regolamento (CE) n. 648/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 introduce un’interessante classificazione della biodegradabilità. Esiste la Biodegradabilitá primaria dove i microrganismi trasformano il tensioattivo che perde le sue proprietá tensioattive e la Biodegradabilitá completa, dove il tensioattivo viene eliminato completamente (mineralizzato) dal microrganismo. Secondo la decisione della commissione  del 24 giugno 2011 che  stabilisce i criteri ecologici per l’assegnazione del marchio di qualitá ecologica dell’unione europea (Ecolabel UE) ai detersivi per piatti: “Tutte le sostanze tensioattive utilizzate nel prodotto devono essere rapidamente biodegradabili. I tensioattivi sono considerati rapidamente biodegradabili se il livello di biodegradabilità (mineralizzazione) misurato secondo uno dei cinque metodi di prova usati è pari ad almeno il 60 % entro 28 giorni.  I tensioattivi non biodegradabili in ambiente anaerobico possono essere usati nel prodotto, purché non si tratti di tensioattivi con la classificazione H400/R50 (altamente tossici per gli organismi acquatici) e rispettando il limite di 0,20 g per la dose raccomandata per un litro di acqua di lavaggio dei piatti e comunque la degradabilità finale in condizioni anaerobiche deve essere almeno del 60%.” In altre parole non é possibile sapere se un detersivo é biodegradabile al 100% e si puó dire di esso solo che é “facilmente, rapidamente o completamente” biodegradabile. Inoltre la commissione richiede una biodegradabilitá finale del 60% il che significa che il 40% dei tensioattivi usati nei detersivi per i piatti (che potrebbero essere non biodegradabili in ambiente anaerobico) si possono accumulare nei fanghi di laghi e fiumi e sconvolgere l’ecositema circostante. Quindi bisogna fare molta attenzione quando si parla di detersivi che si vantano di essere biodegradabili 100%.

L’ultimo ritrovato dell’industria del packaging é la Bio-plastica. Una plastica che deriva dall’uso di sostanze naturali come l’amido di mais, la patata o il grano. Un’altra illusione verde. A parte il fatto che ritengo sia un crimine lasciare che le multinazionali comprino milioni di ettari di terreno agricolo nei paesi piú poveri, sottraendoli alle comunitá locali, per piantare distese interminabili di mais modificato geneticamente per produrre bio-diesel o bio-plastica che viene poi venduta nei paesi ricchi. Sicuramente é stato fatto un passo avanti nel cercare di ridurre l’uso di plastiche tradizionali ma ció non risolve  il problema che va affrontato alla radice. Un qualunque prodotto per essere venduto su uno scaffale di un supermercato ha dietro di se una storia ben diversa dal rispetto ecologico tanto pubblicizzato.  Si parte dall’estrazione o la coltivazione dei materiali necessari a fabbricare il prodotto ed il suo contenitore e si passa  per le varie fasi della lavorazione, utilizzando molti macchinari che normalmente usano combustibili fossili per funzionare. Macchinari che come prodotto di scarto rilasciano gas e liquidi tossici. Una volta confezionato, il prodotto inizia il suo viaggio per il mondo trasportato da navi, aerei e camion per migliaia di km e quindi dopo un utilizzo di pochi minuti si passa allo smaltimento finale che in Italia spesso avviene negli inceneritori detti anche cancrovalorizzatori.

Quindi se pensate di star facendo un favore al pianeta perchè usate fazzoletti provenienti da carta riciclata, posate, piatti e bicchieri di Bio-plastica, o magari un detersivo biodegradabile 100% é bene tenere presente che indipendentemente da come venga pubblicizzato, non esiste nessun prodotto “usa e getta” ecologico.

É proprio il concetto “usa e getta” a non essere compatibile con l’ambiente.

Se volete veramente fare un piacere alle foche monache, o agli orsi polari, ai ghiacciai o alle foreste, a voi stessi o ai vostri nipoti… é arrivato il momento di spegnere la televisone, cominciare ad autoprodursi detersivi a km zero e smetterla di comprare & consumare compulsivamente!

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