Ladri di futuro

Immagina di essere in coda davanti ad un buffet. Immagina di essere il primo della fila. Quanto cibo potrai prendere per fare in modo che gli ultimi della coda non restino senza cibo? Come ti comporteresti? In maniera egoista, riempiendo il tuo piatto e lasciando gli ultimi a digiuno? O in maniera solidale, mangiando solo quello che ti spetta ?

Usa il Calcolatore interattivo di impronta ecologica sviluppato dal global footprink network.

Tutti i governi mondiali continuano a concentrare l’attenzione solo sulla crescita economica, che distrugge i sistemi naturali e aumenta le differenze sociali tra ricchi e poveri. La nostra societá si basa sulla crescita dei consumi materiali. Nei prossimi anni bisognerá passare ad una societá in cui lo sviluppo non sia insostenibile, non solo dal punto di vista ecologico, ma anche dal punto di vista sociale ed economico.  Il mondo occidentale consuma troppe risorse e se anche i paesi in via di sviluppo adottassero il nostro sistema di crescita, non sarebbero sufficienti 6 pianeti come la terra. Dal cambiamento nascerá una societá che vive in armonia con la natura. Siamo parte integrante della natura e non possiamo vivere senza di essa, ed é ovvio che abbiamo piú bisogno noi della natura che la natura di noi.

Grafico interattivo del wwf  “Living planet report 2010”

L’impronta ecologica, é un sistema di contabilitá che misura la domanda dell’umanitá nei confronti della biosfera. Indica quante risorse possono essere usate oggi senza che manchino alle generazioni future.

L’impronta ecologica si ottiene mediante il calcolo della quantitá di spazio biologicamente produttivo, necessario ad ottenere le risorse che utilizziamo nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, viene preso in considerazione il terreno necessario all’invaso di una centrale termoelettrica. La superficie di bosco necessario all’assorbimento dell’anidride carbonica generata dalla combustione di combustibili fossili. La terra necessaria a coltivare alimenti. La superficie marina necessaria per produrre pesci e frutti di mare. Secondo il “Living Planet Report” del 2010 l’impronta ecologica mondiale é aumentata del 50% dal 1960 al 2007

In altre parole significa che la terra ha bisogno di un anno e mezzo per rigenerare le risorse rinnovabili utilizzate dall’umanitá nel 2007 e per assorbire tutta la CO2 prodotta. L’umanitá nel 2007 ha utilizzato l’equivalente di un pianeta e mezzo per sostenere le proprie attivitá. Consumiamo troppe risorse. Il nostro stile di vita é insostenibile. É illogico basarsi su una crescita infinita, in un pianeta con confini delineati e finiti. É necessario un altro tipo di sviluppo. Bisogna cambiare il modo di pensare, mangiare, viaggiare, scaldarsi, curarsi ed é evidente la relazione esistente tra il nostro stile di vita e le guerre.

  L’impronta ecologica viene espressa in ettari e secondo i dati di wikypedia  la biocapacitá mondiale media é di 1,78 ettari mentre l’impronta ecologica di un italiano medio é di 4,2 ettari.  Quella di un americano medio é di 9,6 ettari. Quella di un indiano medio é di 0,8 ettari.

L’impronta ecologica quindi, rappresenta la “domanda umana” che viene rapportata alla biocapacitá che rappresenta “l’offerta biologica” di una regione o del pianeta intero. Quando la domanda umana é superiore all’offerta biologica, diminuisce il capitale biologico dal quale dipende la vita delle generazioni attuali e di quelle future.  I dati dicono che consumiamo circa il 50% in piú di quello che la terra ci puo offrire. In altre parole significa che alla biosfera servono circa 18 mesi per riprodurre quelle risorse rinnovabili che l’umanitá consuma in un anno. A questo punto la domanda é… Da dove prendiamo questo 50% che consumiamo in piú ogni anno?  Semplice,

Lo rubiamo alle generazioni future.

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4 risposte a Ladri di futuro

  1. Francesca ha detto:

    il calcolatore interattivo di impronta ecologica è carino, ma non mi pare tenga conto se ad esempio uno coltiva qualcosa

  2. Pingback: La fattoria urbana | Byologik

  3. Pingback: Corri il rischio di diventare libero! Coltiva il tuo cibo… | BioMa Urbano

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